 |
 |
 |
Le "Nuove Dipendenze" |
| |
|
 |
Rete Nuove Dipendenze |
| |
|
 |
Referenti |
| |
|
 |
Contatti |
| |
|
 |
La Rete sul territorio |
| |
|
 |
CeSIG |
| |
|
 |
Formazione |
| |
|
 |
Community |
| |
|
|
 |
Gli esperti rispondono
|
|
Salve. Un grave problema è entrato nella nostra famiglia. Premessa: conviviamo da diversi anni e abbiamo 2 figli piccoli. I nostri rapporti sessuali sono SEMPRE stati presenti (quasi quotidiani se si considera che lui non c'è tutti i giorni per motivi di lavoro) e sono sempre stati soddisfacenti per entrambi. L'unica nota è che ho sempre avuto sospetti, gli ho sempre costantemente chiesto se avesse un'altra e, a volte irato e infastidito ha sempre negato qualunque cosa, anzi ironizzava pure sul numero delle donne che aveva...Quindi nessun problema di sesso nella coppia.
Recentemente ho scoperto che lui ha avuto una relazione di quasi un anno con una ragazza ancora più giovane di me (già tra me e lui corrono più di 10 anni) e che il tradimento è stato per tutta la mia prima gravidanza e oltre. La mia reazione è stata fredda scostante come se non mi riguardasse ma mi sono profondamente indignata per il non rispetto della sacralità della gravidanza, umiliata e ferita ma inabile a provare DOLORE FORTE. Poi ci siamo parlati (credevo) apertamente e abbiamo parlato di una "rinascita della coppia" sotto la luce della sincerità e della fiducia. "HO CHIUSO CON TUTTO".
Passano pochissimi giorni e scopro che il primo tradimento era solo la punta dell'iceberg. Ha sempre avuto una vita parallela fatta di chat, chat erotiche, sessuali, messaggi, mail, telefonate, incontri con singole donne e portando le stesse a giocare con le coppie per lo scambio e da ultimo la ricerca di coppie però giocando come singolo (sempre con rapporti eterosessuali). Una scoperta scioccante. Sono rimasta impietrita.
Il fondo l'ho toccato dopo che ho scoperto che nei pochi giorni di intervallo tra l'una e l'altra scoperta lui stava organizzando più di un incontro sessuale con più donne. Proprio quando mi aveva giurato di aver chiuso TUTTO. Questo mi ha fatto vedere un comportamento compulsivo e malato.
Leggendo il profilo di un sex addict ci ho ritrovato molto di lui (ma non tutto, gli estremi no). Gliene ho parlato, ha ammesso di avere un problema e mi ha chiesto di aiutarlo. Ho accettato. Con dolore, orgoglio ferito, umiliata e delusa ma con l'intento di aiutarlo ad uscire dal tunnel per poterlo riavere "guarito". Adesso sono frastornata, lui ha intrapreso un percorso con uno psicologo, io non so però come comportarmi con lui. Non so quale atteggiamento tenere per aiutarlo nel suo percorso: devo controllarlo? Devo chiedergli se sente di "avere voglia di tornare nelle chat?" Devo essere amorevole mettendo da parte il mio risentimento e la rabbia che piano piano esce fuori e fare finta di niente? Devo negarli rapporti sessuali (che lui costantemente mi chiede) solo perchè ho letto da qualche parte che bisogna che il soggetto pratichi almeno 90 giorni di astinenza???? Lo amo (purtroppo, altrimenti sarebbe stato facile mollare tutto!) lui dice di amarmi e di volere solo me e la nostra famiglia. Aiutatemi a capire, devo essere forte per i miei figli, per me che devo farcela a suoerare questo momento di sconfitta e per lui che ha bisogno di me. Grazie in anticipo per la vostra risposta e il vostro sostegno. |
Cara Silvia, la dipendenza è un fenomeno tipico della specie umana e non è di per sé patologico. Pensiamo soltanto alla fisiologica dipendenza del neonato e del bambino dalle figure adulte di riferimento nella sua vita. Anche in amore, nei legami amicali e sociali esiste sempre un grado di dipendenza che è indissolubile dal sentimento stesso che proviamo per l’altra persona. In questo caso sarebbe meglio parlare di attaccamento, anziché di dipendenza.
Ma in molti casi, che statisticamente riguardano soprattutto le donne, abbiamo un fenomeno ben diverso e patologico. Si tratta di quei legami di coppia in cui un partner dipende dall’altro nella misura in cui il suo oggetto, d’amore, dei suoi pensieri, delle sue azioni, è sempre comunque l’altro. Il benessere del partner, la sua felicità, il mantenimento (a tutti i costi) del legame rappresentano l’unico scopo della persona “affettivamente dipendente” con un corredo di infelicità, angoscia, paure d’abbandono che rendono questa condizione una vera e propria patologia psichica.A ben vedere, molto spesso queste caratteristiche possono essere presenti anche in altri rapporti affettivi, attuali o passati, a cominciare da quelli con i propri genitori.
Si tratta quindi di un “modo di essere”, una caratteristica di personalità, che agisce in molte aree della vita e che ha il suo punto focale, in genere, nel rapporto di coppia. Le suggerisco quindi di considerare l’opportunità di intraprendere anche lei un percorso di aiuto e sostegno psicologico individuale. |
| Marina Viglino, Psicologa, rete Nuove Dipendenze Patologiche |
 |
|
titolo: Sex addiction e love addiction
autore: Marina Viglino
richiedente: Silvia, 33 anni
data di pubblicazione: 08/02/2010
|
|
|
Torna all'elenco delle risposte.
|
|